A PHONE CALL WITH NEON INDIAN

Un’intervista/articolo scritto a quattro mani con il ragazzo Stefano Cuzzocrea per Rolling Stone.

Si parla di Neon Indian con Alan Palomo che di Neon Indian è la testa, il braccio e lo spirito santo anche perchè lui è Neon Indian.

“Negli anni ’90 c’era tanta enfasi sul cyberpunk, mentre adesso c’è davvero poca attenzione rispetto a tutto quell’immaginario, anche se, in effetti, noi stiamo vivendo il presente che quel movimento artistico-culturale si limitava a sognare. È strano che nel 2012 non ci sia quasi nessuno nel pop che si dedichi a quegli argomenti, mentre venti anni fa le persone avevano delle visioni nitide di come sarebbe potuto essere il futuro. Il difetto è nell’immaginazione. Loro hanno semplicemente fantasticato quello che noi stiamo vivendo. Come generazione non siamo stati in grado di creare una corrente altrettanto visionaria. Eppure, se come esempio prendiamo l’era della musica su internet, non è difficile notare come tutte le band abbiano un bandcamp e che l’intera scena contemporanea sembri essere popolata da avatar viventi; questo è un concetto inequivocabilmente molto, ma molto cyberpunk”. Alan Palomo.

l’articolo completo lo trovate qui:

Neon Indian, padri e figli del retrofuturo

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