DEPECHE MODE NIGHT !!! TOUCH FAITH di ANTONIO PUGLIA @ UBIK, COSENZA e TRIBUTE LIVE BAND @ B-SIDE

Sabato 26 novembre 2011 alle ore 18:30
presso la LIBRERIA UBIK, via Galliano, 4 Cosenza
Presentazione del nuovo libro ufficiale sui DEPECHE MODE
TOUCH FAITH di ANTONIO PUGLIA, giornalista e critico musicale per Jam, Il Mucchio, Extra, Sentireascoltare.com.

DM FANS E CURIOSI, VENITE PURE A CONOSCERE ANTONIO, CONSULTARE IL LIBRO E A FARE LE VOSTRE DOMANDE.
VI ASPETTIAMO! L’INGRESSO E’ OVVIAMENTE LIBERO.

LA SERATA PROSEGUIRA’ PRESSO IL B-SIDE DI RENDE CON UNA BAND TRIBUTO AI DEPECHE MODE, UN DJ SET TEMATICO SUGLI ANNI 80, ALLESTIMENTI A TEMA E UNA SERIE DI MEMORABILIA E DISCHI DA COLLEZIONE DEI DM.

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“VOLEVAMO DIVENTARE I BEATLES DELLA SCENA INDIPENDENTE”

DEPECHE MODE – TOUCH FAITH è un lavoro accurato e preciso, pieno di dettagli preziosi. E’ concepito come un’analisi sistematica dei testi delle canzoni, suddivisi per album in ordine cronologico; non soltanto la traduzione – non sarebbe altrimenti servito – ma anche un commento ricco e puntuale. Due brevi capitoletti iniziali ci introducono subito ‘in medias res’, riassumendo in poche, essenziali indicazioni l’incontro fra i primi componenti della band sullo sfondo di una cittadina della provincia inglese che oggi nessuno ovviamente conoscerebbe se non ci fossero stati l’agronomo Jethro Tull (!) e loro. Entrambi, ci dice l’autore, furono all’origine di una rivoluzione: quella di Jethro Tull qui non ci riguarda, ma quella artistica dei DM introdusse nuove e feconde possibilità nella musica di quei tempi, poiché dimostrò la validità dei sintetizzatori e la loro capacità di prevalere, in molti casi, su basso e chitarre. Dopo queste considerazioni si parte subito con “Speak and Spell”.

Antonio Puglia è bravo a scandagliare ogni singolo brano, servendosene ogni volta per sviluppare la storia della band. In verità nei testi la sensibilità che emerge principalmente è certo quella di colui che li ha pensati, sentiti e scritti; nel nostro caso, dunque, soprattutto quella di Martin Gore. Come sappiamo, dopo l’abbandono di Clarke e a parte rare eccezioni, la mente creativa dei pezzi dei DM è la sua, ed è stato lui a influenzare fortemente il loro stile. Nel libro di Puglia, l’evoluzione della band è tracciata con chiarezza e coerenza, dallo stile orecchiabile e lineare delle prime cose per cui, a suo tempo, fu scioccamente sottovalutata da molti, attraverso la breve fase di interesse per il sociale (“Construcion time again”) alla maggiore complessità ed oscurità che si manifestarono poco dopo, divenendo evidenti a partire dal mitico “Black Celebration”. Ecco che la parabola dei DM si srotola piano piano attraverso le liriche: conosciamo i retroscena, le relazioni, gli eventi personali e le esperienze che le hanno generate. Nel caso di alcune canzoni l’autore supera letteralmente se stesso; per esempio, di “Master and Servant” evidenzia gli spunti ‘sadomaso’, per “Fly on the Windscreen” scomoda Schopenhauer, Camus e Sartre: l’analogia fra l’inizio del pezzo e le prime parole di “One hundred years” dei Cure, poi, era forse ovvia ma confesso che mi era sfuggita. Della bellissima “Stripped” dice: “Stripped stende a primo ascolto: claustrofobica, oscura, malata, provocatoria, sensuale, allusiva. Si apre con un accordo di chitarra acustica, seguito da strani rumori industriali – si scoprirà che non sono altro che il campionamento del rombo di una moto e della Porsche di Gahan – e sin dai primi versi cita apertamente Robert Smith e Bowie.” “In your room”, presente nello splendido, doloroso album “Songs of Faith and Devotion”, rispecchia la tragica schiavitù di Dave dall’eroina. Vale ovviamente la pena di leggere quanto è detto di “Personal Jesus” e “Enjoy the silence”, le due hit per le quali curiosamente i DM sono più noti.

Touch Faith è dunque una lettura importante per i fan della band inglese e comunque piacevole per tutti, poiché è costruito come un romanzo e come un romanzo sa suscitare emozioni e riflessioni. Nel corso della presentazione a Pisa, Antonio Puglia ha rivelato di non essere stato inizialmente un fan dei DM, ma di averli approfonditi e compresi solo quando gli è stato chiesto di scrivere su di loro: visto l’esito più che positivo del suo lavoro, credo che sia giusto perdonargli questo piccolo ‘errore’ di gioventù.

Antonio Puglia “Depeche Mode. Touch faith”, Arcana 2011, pag.352, € 19,50

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